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Dormire male dopo i 65 anni: le cause che nessuno ti spiega

Dormire male dopo i 65 anni: le cause che nessuno ti spiega

04 February 2026

A una certa età sembra che certe cose, come avere il sonno disturbato, siano inevitabili. Si tende a pensare che siano processi naturali, dovuti al passare del tempo, ma in realtà, le difficoltà nel dormire che emergono o si intensificano con l’età hanno cause specifiche. È vero che il sonno cambia nel corso della vita, ma questo non significa necessariamente che debba peggiorare senza possibilità di rimedio: vediamo insieme, quindi, cosa accade al corpo e alla mente dopo i 65 anni, per capire cosa possiamo fare per migliorare la qualità del nostro riposo.

Con l’avanzare degli anni, il nostro organismo modifica il suo ritmo interno. Il ciclo sonno veglia diventa meno stabile, ci si addormenta con più difficoltà, ci si sveglia più spesso durante la notte e ci si alza al mattino prima del previsto, anche quando non si ha voglia di farlo. Questo succede perché la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno, diminuisce gradualmente e una minore quantità di melatonina rende il sonno più leggero e più suscettibile a stimoli esterni come rumori, luci o semplici cambiamenti di temperatura. È uno dei motivi per cui molte persone oltre i 65 anni dicono di dormire, ma non riposare davvero.

Un altro aspetto che viene raramente discusso è il ruolo dei piccoli disturbi fisici che tendono a diventare più frequenti con l’età. Dolori articolari, tensioni muscolari, problemi alla schiena o alle ginocchia possono essere sufficienti a interrompere il sonno più volte durante la notte.

Anche disturbi come il reflusso gastrico, la necessità di alzarsi frequentemente per urinare o una respirazione meno fluida possono interrompere il sonno senza che ce ne accorgiamo. Il risultato è un riposo superficiale, caratterizzato da continui micro risvegli che ci impediscono di raggiungere le fasi più profonde e ristoratrici del sonno, così, al mattino ci svegliamo stanchi, anche dopo aver trascorso molte ore a letto, con la sensazione di non aver recuperato affatto le energie.

C’è poi un altro aspetto che ha un peso enorme: il cambiamento delle abitudini quotidiane. Dopo i 65 anni, la vita tende a rallentare, gli impegni si riducono, si passa più tempo in casa e spesso si ha meno esposizione alla luce naturale e questo influisce direttamente sul sonno, poiché la luce è uno dei principali regolatori del nostro orologio biologico. Meno luce durante il giorno significa meno segnali per distinguere chiaramente il momento di essere svegli da quello di riposare; a questo si aggiungono i sonnellini pomeridiani, spesso considerati innocui, ma che in alcuni casi possono rendere più difficile addormentarsi la sera o contribuire a rendere il sonno notturno ancora più frammentato.

L’aspetto emotivo, poi, gioca un ruolo fondamentale. Con l’avanzare dell’età, si affrontano cambiamenti significativi, come il pensionamento, la perdita di persone care, una maggiore solitudine e preoccupazioni per la salute. Tutti questi fattori possono generare uno stato di tensione mentale costante, che spesso emerge proprio di notte, quando la mente si calma e i pensieri trovano spazio. Non sempre si tratta di ansia o depressione conclamata, ma di una preoccupazione di fondo che rende difficile rilassarsi completamente.

Un’altra causa riguarda l’uso di farmaci. Dopo i 65 anni, è più comune dover seguire terapie croniche per la pressione, il cuore, il dolore o altri disturbi e alcuni farmaci possono influenzare il sonno, alterando i ritmi naturali o causando risvegli notturni. Spesso, non è un singolo farmaco a creare il problema, ma piuttosto la combinazione di più terapie, una realtà diffusa, ma raramente viene collegata direttamente alla qualità del sonno, anche se l’impatto può essere notevole.

Come intervenire? Curare l’ambiente in cui si dorme, mantenere orari regolari, esporsi alla luce naturale durante il giorno e prestare attenzione a ciò che si fa nelle ore serali può fare una grande differenza e se queste attenzioni non sono sufficienti, si può considerare l’uso di integratori pensati per favorire il rilassamento e il riposo, a base di melatonina o altri ingredienti naturali come valeriana o passiflora.

Il sonno è una componente essenziale della salute e del benessere quotidiano, ed è vero che il passare dell’età cambia molte cose, ma non dovrebbe mai privarci di un aspetto così essenziale per il nostro benessere.

Tags: anziani, dormire, tensioni muscolari, dolori articolari