
L’aria secca del riscaldamento fa ammalare di più?
In inverno, giustamente, accendiamo il riscaldamento per rendere i nostri spazi più accoglienti, non facendo caso però, a come l’aria che respiriamo ogni giorno cambi. Il calore artificiale, infatti, in particolare quello dei termosifoni e dei sistemi di climatizzazione, tende a ridurre l’umidità negli ambienti chiusi, rendendo l’aria più secca di quanto il nostro corpo sia abituato a tollerare. Tutto ciò può aumentare la frequenza di raffreddori, mal di gola e problemi respiratori? Scopriamolo insieme.
Le vie respiratorie sono rivestite da una mucosa che ha un ruolo protettivo fondamentale: umidifica l’aria che inspiriamo, intrappola virus e batteri e contribuisce a eliminarli grazie al movimento delle piccole ciglia presenti nel naso e nei bronchi e quando l’aria è troppo secca, questa barriera naturale può indebolirsi, rendendo le mucose più irritabili e meno efficienti nel bloccare gli agenti esterni. L’aria secca, di per se, non genera virus o batteri, ma può creare un ambiente più vulnerabile, poiché le mucose disidratate diventano più sensibili, si infiammano più facilmente e possono causare sintomi come bruciore alla gola e tosse secca. In queste condizioni, il sistema respiratorio fatica a svolgere appieno la sua funzione di filtro ed è anche per questo che in inverno sembra che ci si ammali più facilmente! Non solo per il freddo esterno, ma anche per la combinazione di spazi chiusi, scarsa ventilazione e bassa umidità che crea un contesto favorevole alla diffusione dei virus.
L’aria secca, inoltre, può influenzare la barriera cutanea, rendendola più vulnerabile e soggetta a irritazioni. Se noti labbra screpolate, mani secche, prurito diffuso o dermatiti, è un chiaro segnale che il tuo corpo sta risentendo dell’ambiente in cui si trova, poiché la pelle e le mucose sono le prime difese contro l’esterno, e quando perdono idratazione, diventano meno efficaci nel proteggere il corpo.
Anche gli occhi possono risentirne, causando bruciore e una fastidiosa sensazione di secchezza oculare, soprattutto per chi passa molte ore davanti a uno schermo in ambienti riscaldati.
Ciò detto, non dobbiamo demonizzare il riscaldamento, anche perché il comfort termico è fondamentale, e mantenere una temperatura adeguata aiuta a ridurre altri rischi legati al freddo eccessivo. Dobbiamo solo usarlo nel modo corretto, mantenendo una temperatura moderata, evitando eccessi che riducono drasticamente l’umidità relativa.
Un livello di umidità tra il quaranta e il sessanta per cento è generalmente considerato ottimale per il benessere delle vie respiratorie, ma anche quando l’aria diventa troppo secca, ci sono alcuni semplici accorgimenti che possono aiutare, come arieggiare regolarmente le stanze, utilizzare umidificatori o semplicemente posizionare contenitori d’acqua vicino alle fonti di calore per favorire un po’ di evaporazione. Chiaramente anche bere a sufficienza durante il giorno aiuta a mantenere idratate le mucose, mentre l’uso di soluzioni saline o spray nasali può essere utile per proteggere la mucosa nasale nei periodi più critici.
Per la pelle, invece, le creme emollienti e i balsami per le labbra possono aiutarci a rinforzare la barriera cutanea.
Disclaimer finale: l’aria secca non è l’unica causa dei malanni invernali, tuttavia, creare un ambiente domestico più equilibrato può sicuramente ridurre uno dei possibili elementi di stress per il nostro organismo e soprattutto quando ci sono bambini, anziani o persone con problemi respiratori, prestare attenzione all’umidità dell’aria diventa ancora più cruciale. Nei più piccoli, le vie respiratorie sono più delicate e facilmente irritabili, mentre negli anziani, la naturale diminuzione delle difese può rendere l’effetto dell’aria secca ancora più evidente. Anche chi soffre di asma o allergie può notare un peggioramento dei sintomi in ambienti troppo riscaldati e poco ventilati, dunque è si vero che l’aria secca del riscaldamento non provoca malattie direttamente, ma può sicuramente contribuire a creare condizioni che favoriscono fastidi e vulnerabilità, soprattutto a livello respiratorio. Imparare a gestirla, ci aiuterà quindi, a migliorare il benessere sia nostro che della nostra famiglia.
